Leggo sempre con molto piacere e attenzione i contenuti di questo spazio che reputo preziosissimi, ma questa volta l’argomento mi ha colpito in modo profondo e personale. Sono la mamma di una splendida bimba, quasi ragazza ormai, che frequenta la seconda media e spessissimo mi trovo a dover vivere e mediare questo stato di cose. Purtroppo anche secondo me esiste anche una forma di femminilità tossica, quella per cui la cura del corpo, il modo di vestirsi, il mantenimento di un certo peso corporeo, deve essere finalizzato al piacere e all’approvazione altrui, non solo maschile ma anche femminile! Io ho subito, e ancora subisco questa visione da parte di mia madre e in famiglia in generale, mi sono sempre ribellata e oggi cerco di far capire a mia figlia che deve cercare il suo modo di stare al mondo, di pensare e sviluppare una propria sensibilità e che le sue energie e le sue capacità devono essere orientate alla scoperta del mondo e della conoscenza. In qualche modo ci sta riuscendo ma non è sempre semplice perchè comunque la maggioranza delle sue amiche e coetanee sono assorbite completamente da questo modello di “apparenza estetica “ forzata all’estremo. A volte percepisco il suo disagio, come se si sentisse inferiore perchè coltiva altri interessi e visioni, per fortuna poi torna alla sua visione del mondo. Purtroppo queste distorsioni sono colpa di noi adulti, abbiamo una grande responsabilità e anche una grande opportunità: quella di dimostrare a noi stessi, alle vecchie generazioni ma soprattutto alle nuove generazioni che un’altra prospettiva è possibile. La mia paura più grande è che stiamo perdendo la sfida…
Aggiungo un altro po’ di carne al fuoco: la fissazione con le beauty routines secondo me è una delle deformazioni suscitate dal fatto che un sacco di bambini e bambine hanno troppa poca autonomia nel mondo fuori, e devono trovare un modo di esercitare la propria “libertà” tra le mura domestiche. I maschi evadono nei videogames, le femmine spesso in questo. Un pezzo del discorso è che una vita ricca di altri, di incontri, di gioco e di avventura lascerà meno spazio a queste scempiaggini. Ma avendo lasciato che la nostra socialità fosse ridisegnata dalle aziende questo è un gran problema.
Cara Francesca, quello che dici in chiusura a questo commento di risposta secondo me è un tassello fondamentale! Poca autonomia e poca varietà nei modelli “appiattiscono” e stereotipano, lasciando ampio spazio ai modelli proposti dalle aziende, che hanno fini decisamente non educativi perché non è quello il loro interesse
Un articolo che fa davvero riflettere, e che fa anche un po' male. Leggendo queste righe la prima cosa che mi viene in mente è una tristezza infinita per come stiamo crescendo i bambini. Siamo tutti concentrati su quello che si vede fuori: se sono vestiti alla moda, se sono fighi, se hanno l'ultimo brand addosso. Ci si focalizza solo sull'estetica e sulle performance.
Ma la verità è che non ci fermiamo mai a chiedere loro e a chiederci la cosa più importante: “Ma tu, dentro, come stai? Sei felice?”
Insegniamo alle bambine a guardarsi allo specchio prima ancora di insegnare loro ad ascoltarsi. Manca proprio l'educazione alle emozioni, a capire cosa si prova davvero, che è una cosa che non si compra con uno smalto o con un filtro sui social.
Dovremmo davvero fare un passo indietro. I bambini sono il nostro futuro! se li schiacciamo sotto il peso delle mode e del dover apparire a tutti i costi, che tipo di adulti saranno? Se vogliamo un domani più sereno, dobbiamo rimettere al centro la loro felicità interiore, non la loro immagine.
Questa newsletter arriva proprio mentre sto cercando di sforzarmi a organizzare la festa di compleanno di mio figlio, 9 anni, che come tutti i suoi compagni vuole invitare solo maschi e si aspetta di fare cose come giocare a pallone e scatenarsi in giardino. Il fatto è che la sua grande passione, la biologia marina, i suoi coetanei non solo non la capiscono ma la usano per prenderlo in giro, come fosse una debolezza. Quindi io penso che la sua idea di proporre una festa "da maschi" sia il suo modo per provare a farsi accettare.
Per quanto io per abitudine mi interroghi sempre forse anche fin troppo su cosa fare in occasioni del genere, per esempio se dovrei insistere e coinvolgere anche delle femmine, non è facile capire cosa è meglio per lui e, di riflesso, per la società che contribuirà a costruire.
Comunque grazie, grazie e ancora grazie per le riflessioni che solleciti.
Ciao Eva! Mi rendo conto che è difficile! I compleanni più belli di bambini a cui sono stata riuscivano a uscire dal gruppo classe: quando ci sono bambini e bambine di gruppi diversi scombinare le cose e organizzare dei giochi rivolti a tutti è più facile.
Non conoscevo questi compleanni a tema skin care: grazie per averne parlato e per la tua analisi che restituisce così bene la complessità del fenomeno.
A me così su due piedi è venuto spontaneo pensare a una certa corrispondenza con i tipici addii al nubilato/celibato...
Leggo sempre con molto piacere e attenzione i contenuti di questo spazio che reputo preziosissimi, ma questa volta l’argomento mi ha colpito in modo profondo e personale. Sono la mamma di una splendida bimba, quasi ragazza ormai, che frequenta la seconda media e spessissimo mi trovo a dover vivere e mediare questo stato di cose. Purtroppo anche secondo me esiste anche una forma di femminilità tossica, quella per cui la cura del corpo, il modo di vestirsi, il mantenimento di un certo peso corporeo, deve essere finalizzato al piacere e all’approvazione altrui, non solo maschile ma anche femminile! Io ho subito, e ancora subisco questa visione da parte di mia madre e in famiglia in generale, mi sono sempre ribellata e oggi cerco di far capire a mia figlia che deve cercare il suo modo di stare al mondo, di pensare e sviluppare una propria sensibilità e che le sue energie e le sue capacità devono essere orientate alla scoperta del mondo e della conoscenza. In qualche modo ci sta riuscendo ma non è sempre semplice perchè comunque la maggioranza delle sue amiche e coetanee sono assorbite completamente da questo modello di “apparenza estetica “ forzata all’estremo. A volte percepisco il suo disagio, come se si sentisse inferiore perchè coltiva altri interessi e visioni, per fortuna poi torna alla sua visione del mondo. Purtroppo queste distorsioni sono colpa di noi adulti, abbiamo una grande responsabilità e anche una grande opportunità: quella di dimostrare a noi stessi, alle vecchie generazioni ma soprattutto alle nuove generazioni che un’altra prospettiva è possibile. La mia paura più grande è che stiamo perdendo la sfida…
Aggiungo un altro po’ di carne al fuoco: la fissazione con le beauty routines secondo me è una delle deformazioni suscitate dal fatto che un sacco di bambini e bambine hanno troppa poca autonomia nel mondo fuori, e devono trovare un modo di esercitare la propria “libertà” tra le mura domestiche. I maschi evadono nei videogames, le femmine spesso in questo. Un pezzo del discorso è che una vita ricca di altri, di incontri, di gioco e di avventura lascerà meno spazio a queste scempiaggini. Ma avendo lasciato che la nostra socialità fosse ridisegnata dalle aziende questo è un gran problema.
Cara Francesca, quello che dici in chiusura a questo commento di risposta secondo me è un tassello fondamentale! Poca autonomia e poca varietà nei modelli “appiattiscono” e stereotipano, lasciando ampio spazio ai modelli proposti dalle aziende, che hanno fini decisamente non educativi perché non è quello il loro interesse
I vostri commenti aiutano a pensare meglio. Che privilegio!
Un articolo che fa davvero riflettere, e che fa anche un po' male. Leggendo queste righe la prima cosa che mi viene in mente è una tristezza infinita per come stiamo crescendo i bambini. Siamo tutti concentrati su quello che si vede fuori: se sono vestiti alla moda, se sono fighi, se hanno l'ultimo brand addosso. Ci si focalizza solo sull'estetica e sulle performance.
Ma la verità è che non ci fermiamo mai a chiedere loro e a chiederci la cosa più importante: “Ma tu, dentro, come stai? Sei felice?”
Insegniamo alle bambine a guardarsi allo specchio prima ancora di insegnare loro ad ascoltarsi. Manca proprio l'educazione alle emozioni, a capire cosa si prova davvero, che è una cosa che non si compra con uno smalto o con un filtro sui social.
Dovremmo davvero fare un passo indietro. I bambini sono il nostro futuro! se li schiacciamo sotto il peso delle mode e del dover apparire a tutti i costi, che tipo di adulti saranno? Se vogliamo un domani più sereno, dobbiamo rimettere al centro la loro felicità interiore, non la loro immagine.
Purtroppo mi piace perchè è urgente preoccuparcene e questo è quello che viene dopo l'aver fatto indossare i bikini alle treenni!
Eh sì anche su quello ci sarebbe moltissimo da dire!
Tristezza !
Già!
Questa newsletter arriva proprio mentre sto cercando di sforzarmi a organizzare la festa di compleanno di mio figlio, 9 anni, che come tutti i suoi compagni vuole invitare solo maschi e si aspetta di fare cose come giocare a pallone e scatenarsi in giardino. Il fatto è che la sua grande passione, la biologia marina, i suoi coetanei non solo non la capiscono ma la usano per prenderlo in giro, come fosse una debolezza. Quindi io penso che la sua idea di proporre una festa "da maschi" sia il suo modo per provare a farsi accettare.
Per quanto io per abitudine mi interroghi sempre forse anche fin troppo su cosa fare in occasioni del genere, per esempio se dovrei insistere e coinvolgere anche delle femmine, non è facile capire cosa è meglio per lui e, di riflesso, per la società che contribuirà a costruire.
Comunque grazie, grazie e ancora grazie per le riflessioni che solleciti.
Ciao Eva! Mi rendo conto che è difficile! I compleanni più belli di bambini a cui sono stata riuscivano a uscire dal gruppo classe: quando ci sono bambini e bambine di gruppi diversi scombinare le cose e organizzare dei giochi rivolti a tutti è più facile.
Non conoscevo questi compleanni a tema skin care: grazie per averne parlato e per la tua analisi che restituisce così bene la complessità del fenomeno.
A me così su due piedi è venuto spontaneo pensare a una certa corrispondenza con i tipici addii al nubilato/celibato...
Grazie, sempre, per il tuo lavoro così prezioso.