Il documentario sulla "maschiosfera"
Louis Theroux racconta su Netflix gli influencer della mascolinità tossica
Si chiama “Dentro la manosfera” il documentario di Louis Theroux uscito su Netflix qualche giorno fa, dall’inglese man-o-sphere (uomo-sfera), ma credo che una traduzione più chiara in italiano sia “maschiosfera”, così non creiamo equivoci con una palla che si tiene in mano, o qualcosa del genere.
Che cos’è la MASCHIOSFERA?
Per “maschiosfera” si intende quell’insieme di influencer maschi che su diverse piattaforme social (Youtube, Twitch, TikTok, Instagram, etc.) producono contenuti che dovrebbero aiutare i ragazzi e gli uomini ad avere un fisico perfetto, a fare più soldi e ad avere successo con le donne.
Ne avevamo parlato in uno degli episodi più letti nella storia di Maschi del Futuro, quello dedicato alla serie Adolescence.
Nel documentario del giornalista britannico Theroux vengono intervistati alcuni dei personaggi di punta di questo fenomeno culturale, con un forte appeal per i ragazzi a partire dai 13 anni: Justin Waller, HSTikkyTokky, Sneako, Myron Games.
Gli uomini intervistati da Theroux hanno queste caratteristiche in comune:
Sono ossessionati dal proprio aspetto fisico
Si vantano continuamente di quanti soldi fanno
Si vantano continuamente di quanto scopano
Sono antisemiti
Sono omofobi (“se avessi un figlio gay lo ripudierei” dice HS - ma lo ripete con meno convinzione quando deve dirlo davanti a sua madre)
Sono misogini (descrivono le donne con cui stanno come sottomesse, ma evitano accuratamente di farle parlare col giornalista per un chiaro timore che il modo in cui presentano la loro relazione ai propri followers venga smentito)
Passano un’enorme quantità di tempo ogni giorno trasmettendo in diretta la propria vita sui social, lasciando che a guidare le proprie dirette (e dunque un pezzo significativo della loro vita) siano i commenti di chi - da casa - li guarda
Insomma, sono persone piacevoli.
La popolarità di questi personaggi fra i ragazzi è tale che spesso nel documentario di Theroux si vede che questi influencer vengono braccati per strada da frotte di adolescenti che vogliono farsi una foto con loro.
La mia impressione è che, per molti ragazzi di oggi, questi personaggi siano l’equivalente di ciò che i supereroi sono stati per i ragazzini del passato. Sia questi uomini che i supereroi rappresentano, in modo fumettistico, standard impossibili da raggiungere e si prestano a essere idealizzati, a diventare materiale che permette di fantasticare sulla propria vita.
Come i supereroi, questi influencer indossano tutine che mettono in evidenza i muscoli.
Come i supereroi, un pezzo importante delle vite di questi uomini ruota intorno alla performance davanti a un pubblico. A differenza dei supereroi, però, nessuno di questi uomini sta cercando di salvare il mondo. Ciascuno di loro ha come unico interesse se stesso, e l’accumulo di ricchezza che gli consenta di avere uno stile di vita che lo fa sentire nettamente superiore agli altri. Chi sono gli altri? Principalmente coloro che guardano da casa e che, senza quell’aspetto aspirazionale, probabilmente non avrebbero alcuna ragione per guardare i loro contenuti.
A differenza dei supereroi, questi influencer non mostrano di avere una doppia vita: Superman ha Clark Kent, Batman ha Bruce Wayne, ma loro, senza il pubblico, chi sono? Questa domanda rimane senza risposta.
Questi uomini dicono di volere la libertà assoluta, di non voler avere un capo, di non dover rispondere a nessuno. Ma restano in diretta 7-8 ore al giorno, e fanno dirigere la propria vita a chi commenta le loro dirette, a chi gli mette like invitandoli a picchiare malcapitati per strada, e a fare una cosa riprovevole dopo l’altra. Non riesco a immaginare un incubo peggiore di essere diretti da una massa di sconosciuti che ti tratta come un burattino per vivere le proprie fantasie di crudeltà.
“Se avessi fatto solo cose buone, non sarei mai diventato popolare sui social media,” dice HSTikkiTokki a Theroux, quando Theroux gli chiede perché ha comprato una società che gestisce ragazze con profili su OnlyFans, visto che dice di trovarlo “disgustoso”. L’influencer risponde che lo fa solo per i soldi.
Non so se avete guardato “Io sono notizia”, la serie su Fabrizio Corona. Anche Fabrizio Corona dice più volte nella serie che ha fatto le cose più terribili, ha tradito la fiducia delle persone con cui stava, ha commesso crimini, ha deluso la sua famiglia, soltanto per soldi.
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Chi c’è dentro questi corpi allenati e tatuati?
È una domanda legittima. Theroux non fa domande difficili, ma le poche che fa mettono in crisi questi uomini. Non credo che sia perché vogliono nascondere qualcosa. Credo che sia perché non ci hanno mai pensato; non si sono mai posti la questione di cosa significhi fare qualcosa che vada contro i tuoi valori; credo che non abbiano nemmeno ben chiaro che cosa significhi avere dei valori.
Una piccolissima scena di HSTikkiTokki con sua madre, un fuori onda, mi ha colpito moltissimo. Stanno per fare le riprese e sua madre gli dice di non essere maleducato, perché questo si rifletterebbe negativamente su di lei. In altre parole, se il figlio è maleducato, la madre ci farebbe una brutta figura, e questo - la percezione del pubblico, non la sostanza - è tutto ciò che conta.
Questi uomini non hanno perso il senso etico da adulti: non l'hanno mai ricevuto.
C’è una generazione che è probabilmente cresciuta con l’idea che alcune cose “non si possano dire”, non perché sono sbagliate, non perché possano ferire qualcuno, non perché cercare di costruire rapporti paritari con chi è intorno a noi preservi la nostra dignità e quella degli altri, ma perché altrimenti rischiamo di fare una brutta figura.
Quando il nostro universo morale si riduce a quello che gli altri possono pensare di noi, la vergogna diventa l’unica bussola morale che abbiamo. Si tratta di una forma radicale di vergogna che non è legata a ciò che fanno, bensì a chi sono.
“Come uomini, siamo nati senza valore. Sta a noi crearlo”, dice uno dei fan di HSTikkiTokki, quando Theroux gli chiede qual è il messaggio che gli risuona di più tra quelli che assorbe dall’influencer.
Questi personaggi dicono al proprio pubblico “È vero, voi non valete niente, ma è solo perché non avete abbastanza soldi, perché non avete un corpo abbastanza perfetto, perché non avete abbastanza donne. Noi vi possiamo mostrare la via.”
Il vuoto di valori, dunque, è preceduto dall’assenza di valore. Se io non valgo niente, come posso avere l’ambizione di credere in qualcosa?
Il ruolo dei social
Il mercato dell’attenzione non punisce l’assenza di valore, di valori; la monetizza.
C'è qualcosa di feroce in questa convergenza: un ragazzo che cresce con la vergogna come unica bussola morale incontra un sistema che premia esattamente chi non ha vergogna di niente. Chi è disposto a picchiare qualcuno in diretta, a umiliare una donna davanti a centomila persone, a dire l'indicibile - quello ottiene views, follower, soldi.
Chi sono questi uomini quando non hanno un pubblico al quale rispondere? Gli uomini intervistati da Theroux danno l’impressione di non averne la minima idea.
Possiamo indignarci, o allarmarci
Ma forse la cosa migliore che possiamo fare è interrogarci su come abbiamo contribuito a creare quel vuoto. E su come possiamo colmarlo di senso. Forse possiamo interrogarci non tanto su come dire ai nostri figli di stare alla larga da questo o quell’influencer, ma su come condividere con loro la ricerca di un senso profondo dello stare al mondo.
Ho la sensazione che in molti abbiamo imparato a vergognarci di farci queste domande grandi, profonde, sull’orizzonte della nostra esperienza umana. Ci vergogniamo di farcele in una dimensione politica, perché temiamo di sembrare ingenui. Ci vergogniamo di farcele in una dimensione religiosa, perché non vogliamo apparire sempliciotti o retrogradi. E dunque, forse, ci siamo condannati ad essere orfani di un sogno.
È possibile che riappropriarci della capacità di sognare insieme possa contribuire più del nostro oltraggio a colmare quel vuoto così disperato e disperante?
Forse.
Per oggi è tutto.
A giovedì!




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Io mi sono fatta l’idea che queste persone cerchino soldi ma soprattutto fama e approvazione e siano disposti a tutti per averle. Hanno capito che questo genere di comunicazione funziona e ci sguazzano, probabilmente non ci credono neanche loro a quello che dicono o proprio non si pongono il problema in una sorta di aderenza al personaggio che si sono creati. Però i ragazzini ci credono, li prendono a modello e questo almeno a me spaventa.
La vera domanda è: sono questi uomini veri? Trovo patetico che queste persone si possano ancora definire veri maschi. Anche il patriarcato, come valore maschile, mi sembra molto patetico. In teoria, anche in uno schema vetusto, un vero uomo dovrebbe incarnare i valori della forza e dell'onore. Dove sarebbero la forza e l'onore, ad esempio, nel voler continuamente pilotare e gestire la vita delle donne? Pur essendo io liberale, noto che pure nei valori di destra questi individui peccano di incoerenza.