Io mi sono fatta l’idea che queste persone cerchino soldi ma soprattutto fama e approvazione e siano disposti a tutti per averle. Hanno capito che questo genere di comunicazione funziona e ci sguazzano, probabilmente non ci credono neanche loro a quello che dicono o proprio non si pongono il problema in una sorta di aderenza al personaggio che si sono creati. Però i ragazzini ci credono, li prendono a modello e questo almeno a me spaventa.
La vera domanda è: sono questi uomini veri? Trovo patetico che queste persone si possano ancora definire veri maschi. Anche il patriarcato, come valore maschile, mi sembra molto patetico. In teoria, anche in uno schema vetusto, un vero uomo dovrebbe incarnare i valori della forza e dell'onore. Dove sarebbero la forza e l'onore, ad esempio, nel voler continuamente pilotare e gestire la vita delle donne? Pur essendo io liberale, noto che pure nei valori di destra questi individui peccano di incoerenza.
Non saprei che cosa significa “uomini veri” o “donne vere”. Quale sarebbe la versione “falsa”? Capisco quello che vuoi dire ma io credo che l’etichetta di “vero uomo” o “vera donna” in qualsiasi modo venga declinata produce danni.
Capisco la tua preoccupazione, però cerco di spiegarmi meglio. Noi umani viviamo di etichette e pregiudizi, anche se in teoria dovrebbero essere evitate. Appartenere a una cultura, a una religione, a un partito o a una squadra ci fa sentire parte di un'identità. Più siamo deboli, più cerchiamo qualcosa che ci dia un'identità forte e vera. Voi donne, ad esempio, cercate di affermare la vostra identità con il trucco e i gioielli. Donne lesbiche cercano di apparire come uomini (non tutte). Noi uomini cerchiamo di apparire muscolosi o saggi con la barba. Nella ricerca di questa identità alla fine si cerca di essere più simili a quell'identità desiderata e quindi più vera. Perché alcuni trans cercano di sembrare super donne, finendo talvolta per diventare caricature di donna? Perché cercano di essere vere donne. O, almeno, loro pensano di essere vere donne. Quindi il tema del vero non può essere ignorato. Praticamente è come dire che il nucleare è pericoloso, ma facciamo finta che non esista. Io posso essere anche d'accordo con te che il vero non esiste, ma poi dobbiamo fare i conti con la ricerca della propria identità a meno che non vogliamo essere tutti monaci buddisti zen. Premesso tutto questo, nel mio immaginario di uomo "vecchio" di 60 anni, "vero" significa alcune cose ben precise. Se tu affermi che il mio vero è pericoloso, allora questo può essere messo in parallelo a un discorso che sostiene che 700 milioni di arabi musulmani sbagliano perché ciò in cui credono, e che dicono essere il vero, è pericoloso. Ovviamente sto facendo una provocazione retorica, ma non sono troppo lontano da ciò che intendo dire. Rigiriamo la frittata. Se io dicessi che tu sbagli ad essere femminista (non ti conosco, ma questa è la mia percezione), sarebbe corretto? Potrei dire che il femminismo estremo è pericoloso? Quello che voglio dire è che un giudizio non ponderato può essere altrettanto pericoloso. Io, politicamente, non amo le dittature perché, di base, non amo che i miei simili si intromettano nelle mie scelte personali e identitarie. Se io affermo che per me l'uomo vero significa questo o quello e non faccio male a nessuno (magari solo a me stesso) perché un altro essere umano dovrebbe "insegnarmi" come essere davvero? Scusa il tono aggressivo, ma ritengo che i conflitti nel mondo siano dovuti proprio al fatto che abbiamo da sempre accettato l'idea di invadere la sfera personale di altri nostri simili. E anche qui abbiamo confermato il cliché dell'uomo che spiega ad una donna :D LOL
Io mi sono fatta l’idea che queste persone cerchino soldi ma soprattutto fama e approvazione e siano disposti a tutti per averle. Hanno capito che questo genere di comunicazione funziona e ci sguazzano, probabilmente non ci credono neanche loro a quello che dicono o proprio non si pongono il problema in una sorta di aderenza al personaggio che si sono creati. Però i ragazzini ci credono, li prendono a modello e questo almeno a me spaventa.
La vera domanda è: sono questi uomini veri? Trovo patetico che queste persone si possano ancora definire veri maschi. Anche il patriarcato, come valore maschile, mi sembra molto patetico. In teoria, anche in uno schema vetusto, un vero uomo dovrebbe incarnare i valori della forza e dell'onore. Dove sarebbero la forza e l'onore, ad esempio, nel voler continuamente pilotare e gestire la vita delle donne? Pur essendo io liberale, noto che pure nei valori di destra questi individui peccano di incoerenza.
Non saprei che cosa significa “uomini veri” o “donne vere”. Quale sarebbe la versione “falsa”? Capisco quello che vuoi dire ma io credo che l’etichetta di “vero uomo” o “vera donna” in qualsiasi modo venga declinata produce danni.
Capisco la tua preoccupazione, però cerco di spiegarmi meglio. Noi umani viviamo di etichette e pregiudizi, anche se in teoria dovrebbero essere evitate. Appartenere a una cultura, a una religione, a un partito o a una squadra ci fa sentire parte di un'identità. Più siamo deboli, più cerchiamo qualcosa che ci dia un'identità forte e vera. Voi donne, ad esempio, cercate di affermare la vostra identità con il trucco e i gioielli. Donne lesbiche cercano di apparire come uomini (non tutte). Noi uomini cerchiamo di apparire muscolosi o saggi con la barba. Nella ricerca di questa identità alla fine si cerca di essere più simili a quell'identità desiderata e quindi più vera. Perché alcuni trans cercano di sembrare super donne, finendo talvolta per diventare caricature di donna? Perché cercano di essere vere donne. O, almeno, loro pensano di essere vere donne. Quindi il tema del vero non può essere ignorato. Praticamente è come dire che il nucleare è pericoloso, ma facciamo finta che non esista. Io posso essere anche d'accordo con te che il vero non esiste, ma poi dobbiamo fare i conti con la ricerca della propria identità a meno che non vogliamo essere tutti monaci buddisti zen. Premesso tutto questo, nel mio immaginario di uomo "vecchio" di 60 anni, "vero" significa alcune cose ben precise. Se tu affermi che il mio vero è pericoloso, allora questo può essere messo in parallelo a un discorso che sostiene che 700 milioni di arabi musulmani sbagliano perché ciò in cui credono, e che dicono essere il vero, è pericoloso. Ovviamente sto facendo una provocazione retorica, ma non sono troppo lontano da ciò che intendo dire. Rigiriamo la frittata. Se io dicessi che tu sbagli ad essere femminista (non ti conosco, ma questa è la mia percezione), sarebbe corretto? Potrei dire che il femminismo estremo è pericoloso? Quello che voglio dire è che un giudizio non ponderato può essere altrettanto pericoloso. Io, politicamente, non amo le dittature perché, di base, non amo che i miei simili si intromettano nelle mie scelte personali e identitarie. Se io affermo che per me l'uomo vero significa questo o quello e non faccio male a nessuno (magari solo a me stesso) perché un altro essere umano dovrebbe "insegnarmi" come essere davvero? Scusa il tono aggressivo, ma ritengo che i conflitti nel mondo siano dovuti proprio al fatto che abbiamo da sempre accettato l'idea di invadere la sfera personale di altri nostri simili. E anche qui abbiamo confermato il cliché dell'uomo che spiega ad una donna :D LOL