È estremamente difficile rendersi inutili, ma sono anche estremamente soddisfatta quando ci riesco. E riuscirsi significa mollare la presa, e dare spazio al figlio di prendere decisioni, attiarle e valutare il risultato. La ricerca dell’approvazione è un’arma a doppio taglio: serve a crescere e capire cosa è giusto o no, ma può diventare ossessova e dannosa. Difficile ma ce la faremo! Grazie per le riflessioni!
Sto rileggendo dopo 20 anni un libro che ho amato molto ma che ero leggo in modo completamente diverso la vita è altrove di Kundera. Che c’entra bene il tema che sollevi. Penso anche che finché non hai figli il tuo destino ti viene presentato con lo stesso peso di quello di un uomo e quando diventi madre improvvisamente ne sei magicamente sollevato. E questa è forse una trappola in cui molte donne cadono quando la pressione del destino maschile non riusciamo più a rincorrerla.
Hai verbalizzato un'impressione sui trapper che avevo già dentro di me ma non chiara. Penso anche al ragazzo che è arrivato secondo a Sanremo e ha chiamato la mamma sul palco e a tutte le volte che il duro di turno si appella alla mamma...trovo tutto così stonato, imbarazzante nella sua ripetitività. Non è più spontaneo, è qualcosa che la società dello spettacolo si aspetta. Quanto a me, ho un figlio di 20 anni e io stessa mi sorprendo dal senso di protezione che lui ha nei miei confronti. Da un lato mi gratifica, dall'altro mi rispondo che forse è un modo per fare le prove generali verso la sua futura compagna. Ma io sono figlia unica e non ho avuto molti confronti in casa. Però aggiungo una cosa. A un certo punto il figlio maschio si chiude ed è una cosa giusta, perchè vuol dire che cresce ed evolve fuori dal rapporto con la madre. Ecco, adesso capisco perchè mia nonna faceva da mangiare volentieri a mio padre. Era - ed è così anche per me oggi - come se l'atto del nutrire in qualche modo consentisse di comunicare amore e vicinanza senza le parole.
È estremamente difficile rendersi inutili, ma sono anche estremamente soddisfatta quando ci riesco. E riuscirsi significa mollare la presa, e dare spazio al figlio di prendere decisioni, attiarle e valutare il risultato. La ricerca dell’approvazione è un’arma a doppio taglio: serve a crescere e capire cosa è giusto o no, ma può diventare ossessova e dannosa. Difficile ma ce la faremo! Grazie per le riflessioni!
Sto rileggendo dopo 20 anni un libro che ho amato molto ma che ero leggo in modo completamente diverso la vita è altrove di Kundera. Che c’entra bene il tema che sollevi. Penso anche che finché non hai figli il tuo destino ti viene presentato con lo stesso peso di quello di un uomo e quando diventi madre improvvisamente ne sei magicamente sollevato. E questa è forse una trappola in cui molte donne cadono quando la pressione del destino maschile non riusciamo più a rincorrerla.
Hai verbalizzato un'impressione sui trapper che avevo già dentro di me ma non chiara. Penso anche al ragazzo che è arrivato secondo a Sanremo e ha chiamato la mamma sul palco e a tutte le volte che il duro di turno si appella alla mamma...trovo tutto così stonato, imbarazzante nella sua ripetitività. Non è più spontaneo, è qualcosa che la società dello spettacolo si aspetta. Quanto a me, ho un figlio di 20 anni e io stessa mi sorprendo dal senso di protezione che lui ha nei miei confronti. Da un lato mi gratifica, dall'altro mi rispondo che forse è un modo per fare le prove generali verso la sua futura compagna. Ma io sono figlia unica e non ho avuto molti confronti in casa. Però aggiungo una cosa. A un certo punto il figlio maschio si chiude ed è una cosa giusta, perchè vuol dire che cresce ed evolve fuori dal rapporto con la madre. Ecco, adesso capisco perchè mia nonna faceva da mangiare volentieri a mio padre. Era - ed è così anche per me oggi - come se l'atto del nutrire in qualche modo consentisse di comunicare amore e vicinanza senza le parole.