Approfitto del tuo spazio per condividere qui un mio vecchio articolo di riflessione sulla famiglia e le teorie di Girard: Your Family Is Your Enemy https://share.google/sFXB21qBAROO78Uxd
Condivido la mia esperienza che va nella stessa direzione di un altro commento: trovo che l'articolo sia ottimo e rispecchia in larghissima parte la mia esperienza personale, in cui però era mia madre che aveva implementato, sosteneva ed alimentava un clima di terrore continuo chiaramente causato dalle sue problematiche personali.
In questa situazione mio padre era il grande assente che, durante uno dei confronti che abbiamo avuto durante la mia età adulta, mi disse "ad un certo punto ho realizzato che non potevo fare niente per proteggervi e sono intervenuto solo quando ho ritenuto che stesse succedendo qualcosa di veramente grave". Peccato che la sua percezione del "veramente grave" fosse molto molto riduttiva.
Col tempo (e molta terapia) ho fatto pace con l'accaduto e adesso vedo mia madre per quella che è: una persona che ha sofferto molto e che, per cause e condizioni, ha scaricato molta della sua sofferenza su chi le stava intorno. Da genitore ho fatto voto di vigilare su me stesso (e sulla mia famiglia) per proteggere mia figlia e gli altri bambini con cui ho a che fare da queste dinamiche.
Tutto questo per riprendere un tema del femminismo che mi trova molto d'accordo: i concetti di base del patriarcato possono essere indifferenti al genere ed hanno a che fare con logiche di sopraffazione che possono essere esercitate da chiunque.
Ciao Giovanni! Grazie mille della condivisione della tua esperienza, mi dispiace molto. Purtroppo alcune storie familiari sono complesse e dolorose, e ce le si porta dietro tutta la vita. Credo che ci siano alcune sfumature diverse, legate al rapporto tra il dentro e il fuori della famiglia, quando ad essere disturbato come centro gravitazionale è la madre. Se te la sentissi di rispondere, sarebbe interessante capire sulla base della tua esperienza cosa ti torna e cosa no di questa ricostruzione di sistema, perché potrebbe essere utile a identificare dei punti in cui le due esperienze si declinano in modo diverso (se ci sono).
Grazie mille prima di tutto per la vicinanza e la solidarietà.
Per rispondere alla tua domanda mi sono riletto di nuovo il tuo articolo e fatta mente locale alla mia storia personale e devo dire che ci ritrovo molto di quello di cui scrivi.
Nel mio caso la violenza psicologica e fisica erano gli strumenti che venivano usati per "tenermi al mio posto". Mi dovevo vergognare non solo di quello che avevo fatto ma di quello che mi piaceva, dei miei interessi e delle mie passioni tanto che avevo sviluppato una forma di selezione preventiva di quello che poteva o meno piacermi (ragazze incluse) sulla base di quello che poteva andar bene a mia madre. La violenza fisica è continuata finché non sono stato grande abbastanza per impedire a mia madre di alzare le mani su di me.
Per quello che riguarda la dinamica familiare, anche qui la vergogna costituiva il nucleo fondante della famiglia e quando (molto più tardi) sono venuto in contatto con realtà familiari decisamente più funzionali mi ci è voluto un bel po' per rendermi conto della realtà da cui venivo.
Tutto questo ha avuto ovviamente (molto negativi) degli effetti su di me e su come riuscivo a gestire le relazioni con gli altri, cause e condizioni hanno però fatto sì di aver incontrato lungo strada opportunità per affrontare il mio vissuto e impegnarmi per affrontarlo.
Ovviamente questa è la mia esperienza personale, non ha pretesa di essere niente di più (e niente di meno) di questo - se hai altre domande ti rispondo molto volentieri.
Grazie di tutto, i tuoi libri sono sul comodino di mia figlia da tempo e sono tra le letture preferite prima della nanna :)
Ottimo articolo. Condivido assolutamente, ma manca un pezzo importante in questa dinamica familiare: esistono (e sono tante) anche le madri padrone (più "nascoste" ma non meno pervasive sullo sviluppo dei figli, anzi).
Ciao! Grazie, sono contenta ti sia piaciuto. Non credo che quello del padre padrone sia un fenomeno meno grave quello di madri disturbate, oppressive, che in vari modi impattano negativamente sullo sviluppo dei figli e credo che diversi pezzi del discorso che riporto qui possano essere applicati anche a sistemi familiari in cui è la madre ad essere il centro gravitazionale disturbato, ma non tutti, nel senso che ci sono alcune dinamiche che riguardano la coincidenza di potere interno ed esterno al sistema che sono specifiche quando il genitore autoritario è il padre.
Sono d'accordo. Sul punto che il danno del padre padrone non sia meno grave ti do ragione (io intendevo che nella formazione psichica del figlio il ruolo della madre è anche più incisivo pur se si manifesta di solito maggiormente in sordina, poi io ho l'esempio di una madre che ha fatto pure da padre e questo è diverso ancora, ma certo è una situazione da valutare caso per caso).
Well written... all true... yet... extremely sexist at the same time... since all of it is equally true when you switch all the genders...
You're turning it into a contest of who lies the most... and that is a game that everyone always looses... your children first. both genders... equally.
Approfitto del tuo spazio per condividere qui un mio vecchio articolo di riflessione sulla famiglia e le teorie di Girard: Your Family Is Your Enemy https://share.google/sFXB21qBAROO78Uxd
Grazie!
Io non ho figli, anche perché non volevo essere mio padre. E poi ho visto i danni nella mia famiglia, anche tra le sorelle e le loro figlie.
Purtroppo, questo è ancora attuale, soprattutto in Italia.
Comunque ottimo articolo e analisi lucida.
Condivido la mia esperienza che va nella stessa direzione di un altro commento: trovo che l'articolo sia ottimo e rispecchia in larghissima parte la mia esperienza personale, in cui però era mia madre che aveva implementato, sosteneva ed alimentava un clima di terrore continuo chiaramente causato dalle sue problematiche personali.
In questa situazione mio padre era il grande assente che, durante uno dei confronti che abbiamo avuto durante la mia età adulta, mi disse "ad un certo punto ho realizzato che non potevo fare niente per proteggervi e sono intervenuto solo quando ho ritenuto che stesse succedendo qualcosa di veramente grave". Peccato che la sua percezione del "veramente grave" fosse molto molto riduttiva.
Col tempo (e molta terapia) ho fatto pace con l'accaduto e adesso vedo mia madre per quella che è: una persona che ha sofferto molto e che, per cause e condizioni, ha scaricato molta della sua sofferenza su chi le stava intorno. Da genitore ho fatto voto di vigilare su me stesso (e sulla mia famiglia) per proteggere mia figlia e gli altri bambini con cui ho a che fare da queste dinamiche.
Tutto questo per riprendere un tema del femminismo che mi trova molto d'accordo: i concetti di base del patriarcato possono essere indifferenti al genere ed hanno a che fare con logiche di sopraffazione che possono essere esercitate da chiunque.
Purtroppo.
Ciao Giovanni! Grazie mille della condivisione della tua esperienza, mi dispiace molto. Purtroppo alcune storie familiari sono complesse e dolorose, e ce le si porta dietro tutta la vita. Credo che ci siano alcune sfumature diverse, legate al rapporto tra il dentro e il fuori della famiglia, quando ad essere disturbato come centro gravitazionale è la madre. Se te la sentissi di rispondere, sarebbe interessante capire sulla base della tua esperienza cosa ti torna e cosa no di questa ricostruzione di sistema, perché potrebbe essere utile a identificare dei punti in cui le due esperienze si declinano in modo diverso (se ci sono).
Ciao Francesca!
Grazie mille prima di tutto per la vicinanza e la solidarietà.
Per rispondere alla tua domanda mi sono riletto di nuovo il tuo articolo e fatta mente locale alla mia storia personale e devo dire che ci ritrovo molto di quello di cui scrivi.
Nel mio caso la violenza psicologica e fisica erano gli strumenti che venivano usati per "tenermi al mio posto". Mi dovevo vergognare non solo di quello che avevo fatto ma di quello che mi piaceva, dei miei interessi e delle mie passioni tanto che avevo sviluppato una forma di selezione preventiva di quello che poteva o meno piacermi (ragazze incluse) sulla base di quello che poteva andar bene a mia madre. La violenza fisica è continuata finché non sono stato grande abbastanza per impedire a mia madre di alzare le mani su di me.
Per quello che riguarda la dinamica familiare, anche qui la vergogna costituiva il nucleo fondante della famiglia e quando (molto più tardi) sono venuto in contatto con realtà familiari decisamente più funzionali mi ci è voluto un bel po' per rendermi conto della realtà da cui venivo.
Tutto questo ha avuto ovviamente (molto negativi) degli effetti su di me e su come riuscivo a gestire le relazioni con gli altri, cause e condizioni hanno però fatto sì di aver incontrato lungo strada opportunità per affrontare il mio vissuto e impegnarmi per affrontarlo.
Ovviamente questa è la mia esperienza personale, non ha pretesa di essere niente di più (e niente di meno) di questo - se hai altre domande ti rispondo molto volentieri.
Grazie di tutto, i tuoi libri sono sul comodino di mia figlia da tempo e sono tra le letture preferite prima della nanna :)
Ottimo articolo. Condivido assolutamente, ma manca un pezzo importante in questa dinamica familiare: esistono (e sono tante) anche le madri padrone (più "nascoste" ma non meno pervasive sullo sviluppo dei figli, anzi).
Ciao! Grazie, sono contenta ti sia piaciuto. Non credo che quello del padre padrone sia un fenomeno meno grave quello di madri disturbate, oppressive, che in vari modi impattano negativamente sullo sviluppo dei figli e credo che diversi pezzi del discorso che riporto qui possano essere applicati anche a sistemi familiari in cui è la madre ad essere il centro gravitazionale disturbato, ma non tutti, nel senso che ci sono alcune dinamiche che riguardano la coincidenza di potere interno ed esterno al sistema che sono specifiche quando il genitore autoritario è il padre.
Sono d'accordo. Sul punto che il danno del padre padrone non sia meno grave ti do ragione (io intendevo che nella formazione psichica del figlio il ruolo della madre è anche più incisivo pur se si manifesta di solito maggiormente in sordina, poi io ho l'esempio di una madre che ha fatto pure da padre e questo è diverso ancora, ma certo è una situazione da valutare caso per caso).
Well written... all true... yet... extremely sexist at the same time... since all of it is equally true when you switch all the genders...
You're turning it into a contest of who lies the most... and that is a game that everyone always looses... your children first. both genders... equally.