Credo che la schiacciante vittoria Dem sia dovuta più al sentimento anti-Trump, che ha fallito su tutte le linee possibili immaginabili, piuttosto che ad una adesione convinta al sistema valoriale dei democratici, che oltretutto sono molto variegati al loro interno e non hanno un vero progetto politico alternativo ai repubblicani, al di là della narrazione o dal modo di porsi davanti ai microfoni
Ciao Matteo, sul fatto che l’elettorato abbia voltato le spalle a Trump non ci sono dubbi, diciamo che questo è il dato più ovvio di queste elezioni. Il fatto che la proposta del Partito Democratico sia “variegata” è frutto di una scelta strategica fatta dai dem e da un cambiamento rispetto alla strategia precedente, è la cosiddetta “big tent” strategy che ha consentito di diversificare l’offerta politica scegliendo candidati che potessero effettivamente convincere gli elettori di quello stato. Se avessi candidato uno come Talarico a NYC o in Massachusetts dubito avrebbe avuto gli stessi risultati. Qui su questa newsletter l’obiettivo è sempre quello di stare alla larga dalle “storie uniche” che interpretano fenomeni complessi attraverso un singolo fattore. Difficilmente quelle storie catturano l’interezza della realtà, almeno questo è il mio pdv.
Mi permetto di citare “Love’s in need of love today” di Stevie Wonder, che canto in continuazione da martedì 😁
🤣
Credo che la schiacciante vittoria Dem sia dovuta più al sentimento anti-Trump, che ha fallito su tutte le linee possibili immaginabili, piuttosto che ad una adesione convinta al sistema valoriale dei democratici, che oltretutto sono molto variegati al loro interno e non hanno un vero progetto politico alternativo ai repubblicani, al di là della narrazione o dal modo di porsi davanti ai microfoni
Ciao Matteo, sul fatto che l’elettorato abbia voltato le spalle a Trump non ci sono dubbi, diciamo che questo è il dato più ovvio di queste elezioni. Il fatto che la proposta del Partito Democratico sia “variegata” è frutto di una scelta strategica fatta dai dem e da un cambiamento rispetto alla strategia precedente, è la cosiddetta “big tent” strategy che ha consentito di diversificare l’offerta politica scegliendo candidati che potessero effettivamente convincere gli elettori di quello stato. Se avessi candidato uno come Talarico a NYC o in Massachusetts dubito avrebbe avuto gli stessi risultati. Qui su questa newsletter l’obiettivo è sempre quello di stare alla larga dalle “storie uniche” che interpretano fenomeni complessi attraverso un singolo fattore. Difficilmente quelle storie catturano l’interezza della realtà, almeno questo è il mio pdv.