Inizio la newsletter di questa settimana con un annuncio per tutti coloro che si sono iscritti nelle ultime settimane - e chiedo venia a quelli per cui questa è una ripetizione. Questo è il periodo del ritorno a scuola, e devo segnalare a quelli di voi che non lo sanno, che esiste un (mio) libro di fiabe che si intitola “Storie Spaziali per Maschi del Futuro”, ed è una raccolta di fiabe ambientate su 12 pianeti immaginari pensate per aiutare i bambini (ma anche le bambine) a costruire un’immagine di maschile distante dai noiosi principi azzurri o dai muscolosissimi supereroi. È consigliato per bambini dai 5 ai 10/11 anni, tanti genitori mi hanno detto che anche bambini che non sono appassionati di lettura lo trovano divertente, che era uno dei miei obiettivi principali. Lo trovate qui.
I maschi delle serie TV stanno cambiando
Ed è una cosa bella. Com’è ovvio, ci sono sempre stati personaggi maschili bellissimi con una grande profondità psicologica, ma credo che ultimamente si sia approfondita la ricerca su come alcune dinamiche che appartengono alla costruzione dell’identità maschile entrano nella psicologia individuale di un personaggio.
Gli show che vi segnalo in questo numero della newsletter, a vario titolo, mi hanno dato la sensazione di offrire spunti interessanti in merito. Poi se li guardate o se li avete già visti fatemi sapere cosa ne pensate voi.
The Shards - Disney+
I motivi per guardare questa serie, della quale esce un nuovo episodio ogni giovedì su Disney+ (sono usciti i primi 5) sono tanti. Innanzitutto, è ambientata negli anni ‘80 a Los Angeles e i costumi e il design degli interni è da strapparsi i capelli (perfino io).
I protagonisti sono un gruppo di teenager che vanno in una scuola superiore d’élite e si ritrovano al centro di una storia di omicidi della quale non vi anticipo nulla. Essendo gli anni ‘80, l’omosessualità è un tabù gigantesco e la paura di essere scoperti determina una deformità delle relazioni tra diversi dei personaggi, di cui vale la pena ricordarsi. Ma la ragione principale per cui ve la segnalo è che nell’ottavo episodio c’è la scena più straordinaria che abbia mai visto sulla dinamica di un abuso psicologico nel momento in cui una delle ragazze protagoniste decide di lasciare il suo fidanzato. La serie mostra una intuizione geniale: il motivo per cui spesso gli uomini abusanti sembrano ossessionati dal dover proteggere le proprie fidanzate/mogli/compagne è perché sentono di doverle proteggere prima di tutto da se stessi, ma proiettano sugli altri, sul mondo, il pericolo che avvertono montare dentro di sé.
Il produttore esecutivo della serie è Ryan Murphy, che è anche il creatore della serie al punto 2.
The Beauty - Disney+
The Beauty è ambientata in un futuro in cui è stato sviluppato in laboratorio un virus che è in grado di far diventare bellissimo/a chi lo contrae, dove per bellissimo si intende il più possibile somigliante a un modello o una modella, quindi si diventa giovani, magri, muscolosi, con volti regolari e si può finalmente fare esperienza del “pretty priviledge”, e cioè di come ti cambia la vita quando hai un corpo “perfetto” secondo gli standard vigenti.
Nell’era dei ragazzi che guardano video su come rompersi la faccia per avere mandibole più virili, e medicinali per dimagrire usati da persone già magre, e ossessioni sulle percentuali di grasso del nostro corpo, ma forse soprattutto nell’era in cui non è più neanche l’età, ma la nostra mortalità che stiamo cercando di sconfiggere, l’ho trovata una fiaba (per adulti) molto, molto potente. Questa secondo me è interessante guardarla anche con figli adolescenti, per sentire che ne pensano.
Dang! - Netflix
Deve piacervi il genere - a me piace - dell’animazione per adulti per apprezzare questa proposta, e quella seguente. Dang è stata creata da Andrea Law (Hacks, The Good Fight) e segue tre fratelli (un maschio gay incredibilmente promiscuo e una sorella che dipende da lui in modo malsano e un’avvocata cattivissima) nella loro vita a NYC. La serie che racconta con un’ironia molto tagliente una serie di tic della Gen Z che vanno dalla capacità di diagnosticare il proprio stile di attaccamento alla paralisi dovuta all’ansia nell’affrontare alcune situazioni tutto sommato banali. Ma racconta anche il tentativo della vecchia guardia di riprodurre logiche di sfruttamento con la nuova generazione di stagisti che però non si lasciano abbindolare. Ci sono una serie di riferimenti anche alla cultura aziendale degli ultimi anni che ho trovato decisamente divertenti. Anche questa è una serie che si può guardare con figli adolescenti.
Alley Cats - Netflix
La nuova serie del comico britannico Ricky Gervais (The Office, After Life, Extras). In generale, io consiglio sempre di guardare le serie in lingua originale con i sottotitoli, ma per questa credo sia fondamentale. La quantità di parolacce pronunciate da questo branco di gatti di strada è da far girare la testa, quindi se vi danno fastidio le parolacce magari questa serie non è per voi.
Detto questo, in questo gruppo di gatti sconfitti dalla vita, quasi tutti maschi, che adottano logiche da branco, pianificano dispetti e si danno una incredibile quantità di arie, giocando a bullizzare un gatto domestico (castrato) che spesso si unisce a loro… pian piano fanno capolino brandelli di umanità, e quando accade è molto emozionante.
The Testaments - Disney+
Questa serie è il sequel de “Il racconto dell’ancella”, la serie con Elizabeth Moss tratta dal romanzo di Margaret Atwood che se non avete visto dovete ASSOLUTAMENTE recuperare. In questo caso, il racconto si concentra sulla nascita di una generazione di ragazze ribelli a Gilead ed è angosciante ed entusiasmante insieme.
Angosciante perché alcune delle situazioni presentate nella storia non sembrano più così lontane (ma questo rende ancora più necessario per tutte e tutti guardare anche la serie precedente), ed entusiasmante perché ci ricorda quanto lottare per la libertà di tutti gli esseri umani di autodeterminarsi sia uno dei motivi che rendono la vita degna di essere vissuta. Concentrandosi sulle ragazze questa serie mostra i risultati dell’indottrinamento e del fanatismo religioso sulle generazioni più giovani e ci ricorda come l’oscurantismo e il fanatismo religioso non abbiano nulla, ma proprio nulla a che vedere con un’educazione sana e democratica.
Per oggi è tutto.
A giovedì!
Questo episodio ti è piaciuto?
Se vuoi puoi offrirmi un caffè a questo link. Oppure puoi sottoscrivere un abbonamento premium! I 412 abbonati premium fanno sì che io abbia il tempo di fare ricerca e scrivere su questo tema, unisciti a loro per supportare questo progetto indipendente.
Vediamoci dal vivo
20 Settembre, ore 16:30 a TALK, il festival del Post a Faenza
4 Ottobre al Festival HeyMan al Monk a Roma per due appuntamenti nel pomeriggio
15 Ottobre alle 21:00 a On Stage Pigneto a Roma con Andrea Monno
23 Ottobre all’Università di Brescia per “In Nome Loro”
24 Ottobre al Festival Ci Penso a L’Aquila








Come sarebbe a dire che il tuo libro è consigliato dai 5 anni? Io lo leggo a mio figlio da quando ha due anni 🤣
Bella questa newsletter❤️🫶🏼